CHIESA

Al cuore di una scelta

Il ruolo delle religiose a favore della pace-giusta e dell’integrità della Creazione.
Tiziana Longhitano

Perché le religiose e i religiosi si occupano di pace? L’impegno per la pace-giusta, l’integrità della persona e della creazione sono dimensioni connaturali alle persone consacrate, perché testimoni di Cristo Gesù, principe della pace. La pace è, non solo un tema coinvolgente, ma anche un bene talmente essenziale e profondo per l’umanità da non lasciare nessuno indifferente; esso entra nella coscienza dei singoli, dei popoli e delle nazioni, necessita dell’apporto di tutti e a nessuno è consentito di sottrarre il proprio. Ci attira non soltanto la pace come assenza di guerra, ma quella pace-giusta che abita il cuore di quanti si consacrano a Dio; una pace in grado di garantire l’armonia con noi stessi, con gli altri, con l’habitat naturale e con Dio. La civiltà della pace-giusta a cui aspiriamo si fonda sul Vangelo, sul seguire Gesù radicalmente, facendo nostro il suo stile di vita mite, sobrio, trasparente. Ora, nell’esistenza di ciascuno sono già entrate sia la Sua vita, sia la Sua pace a noi spetta soltanto lasciar passare la stessa luce.
Le suore, donne consacrate a Dio per servire l’umanità povera e sofferente, riescono a rimanere nei luoghi aspri in cui si combatte; spesso pagando un prezzo davvero alto. È ormai noto il problema di religiose rapite, stuprate, (c) Olympia maltrattate, derubate, uccise… perché hanno scelto di non partire dai luoghi di conflitto per essere segno di pace anche in mezzo agli orrori della guerra. Testimoni della speranza quando la gente è smarrita, con la loro presenza annunciano che Dio può abitare nell’impossibile attraverso gesti concreti che scaturiscono dal Vangelo vissuto con radicalità. La cura delle ferite che l’umanità sofferente presenta, la vigile carità alle esigenze di ciascuno, l’impegno paziente per la persona, la disposizione a comporre la fraternità universale, il dialogo aperto con tutti, l’amore perfino verso i nemici, il credere che per ciascuno c’è sempre una possibilità di conversione e che l’amore è più forte della morte e redime: creano la cultura della pace e diffondono la civiltà dell’amore.

Carisma e vita
Ma la vita delle Congregazioni religiose può essere narrata anche attraverso mille fatti; semplici gesti a favore di chi soffre ed è solo, di chi è senza patria, senza casa o lavoro, senza istruzione o malato; gesti costruiti ogni giorno senza la pretesa di riempire le prime pagine dei quotidiani, tuttavia testimonianze efficaci di una presenza che non si chiude in se stessa e che manifesta l’essere e il compito della vita religiosa.

Voci dal carcere…
Scrive Sr. Jackie – una delle tre sorelle domenicane arrestate e condannate negli Usa (cfr. pagg. 28-29 del numero di ottobre 2003 di Mosaico di pace): È una grazia ricevere vostre notizie e tanto incoraggiante. L’osservazione che una azione nonviolenta può esse re perseguita come se fosse violenza – e di fatto classificata come sabotaggio alla difesa nazionale dell’impero USA – fotografa la situazione. Penso spesso al fatto che tutto quello che Hitler ha fatto era anch’esso legale. Le leggi che stanno passando ora negli USA fanno paura. Qui dalla prigione avevo impostato una foto delle suore statunitensi che pregavano per la pace. Uno striscione diceva: “Suore testimoniano contro la guerra”. Il responsabile del campo l’ha tolta come materiale inappropriato. “È contro il governo e noi siamo parte del governo – quindi è contro di noi”. Per favore pregate per il popolo statunitense: questo modo di pensare è assai diffuso! Siate sicure delle mie preghiere per tutte voi; vi terrò nel pensiero ogni giorno mentre vivo la mia condanna in questo gulag americano. Invoco benedizioni.
Sr. Jackie
Ogni Congregazione è portatrice di un carisma specifico che diventa stile di vita e sul quale fioriscono le opere di ogni famiglia religiosa.
I carismi sono doni elargiti dallo Spirito Santo, sono il segno dell’amore di Dio che soccorre concretamente l’umanità, la risana, la guida alla pienezza della vita e la redime. È questo il senso profondo della giustizia biblica che è il venire incontro di Dio verso qualcuno che è nel bisogno (Il motto ad ognuno il suo è assolutamente riduttivo nel contesto biblico). I doni di Dio sono distribuiti nelle varie epoche storiche in modo sempre appropriato al tempo, alla circostanza, alle persone e ai luoghi; esprimono il soffio creatore di Dio che non é mai identico, anacronistico o improprio.
Le fondatrici e i fondatori degli Istituti religiosi hanno saputo accogliere i frutti dello Spirito, immettendo nel mondo quel germe di vita evangelico partito dal cuore di Dio che raggiungendo l’umanità l’ha rinvigorita e l’ha resa più attenta alla Sua presenza. La loro opera segue le orme di Gesù redentore il quale riconduce, ogni cosa e ogni persona al Padre. Attorno ai fondatori si raccolgono dei compagni che, accogliendo quel dono, quel carisma, capiscono e vivono il Vangelo con nuovo slancio, offrendo la vita a Dio e ai fratelli con uno stile specifico che verrà trasmesso alle generazioni future attraverso l’esperienza, le opere, la formazione intellettuale: allora nel patrimonio culturale della società avviene un cambiamento perché la gente si arricchisce di nuove spinte vitali.
Il contenuto spirituale di quel carisma col tempo si espande e si impreziosisce di spessore umano; esso porta verso la santità le singole persone, la Chiesa e l’umanità. Le opere – segno visibile e concreto - sono il mezzo attraverso il quale Dio continua a incarnarsi nel presente.

Il Vangelo nella storia
L’impegno a favore della pace-giusta nasce perciò come frutto della vita interna e pubblica di ogni congregazione che, vivendo il proprio carisma, porta il fuoco sulla terra affinché Dio sia tutto in tutti; affinché mediante il perdono senza limiti, l’amore vicendevole e quello verso tutti, il Signore manifesti la sua presenza nella città degli uomini.
I consacrati testimoni della redenzione, dell’unione con Dio, del Regno dei cieli dove Cristo sarà tutto in tutti: mistero che coinvolge il presente e il futuro dell’umanità, la vita in tutte le sue dimensioni. “La Chiesa – ha detto il papa a Cracovia (16 agosto 2002) – ha sempre ricordato che non si può costruire un futuro felice della società sulla povertà, sull'ingiustizia, sulla sofferenza di un fratello. Gli uomini, che si muovono nello spirito dell'etica sociale cattolica, non possono restare indifferenti di fronte alle sorti di coloro che rimangono senza lavoro, vivono in uno stato di crescente povertà senza alcuna prospettiva di miglioramento della propria situazione e del futuro dei loro figli”.

Per approfondire
Ciardi F., I Fondatori Uomini dello Spirito. Per una teologia del carisma di fondatore, Città Nuova, Roma 1982;
Merino J. A., Umanesimo Francescano. Francescanesimo e mondo attuale, Cittadella, Assisi 1984;
Sartorio U., Dire la vita consacrata oggi. Alla ricerca di nuove sintesi vitali, Ancora, Milano 2001.
Nel rendere concreto il Vangelo, ciascuna Congregazione religiosa fa proprio il grido dell’umanità dando a chi soffre una speranza di giustizia, di pace. Del resto sarebbe impensabile che l’esistenza cristiana si riduca solo a un fatto di ricchezze interiori destinate a restare intraducibili nella vita. I religiosi hanno da sempre cercato e trovato i percorsi concreti da offrire a giovani, a donne, anziani, immigrati… e sono in frontiera per la tutela dei diritti, spesso negati agli ultimi. Se oggi abbiamo gli ospedali lo dobbiamo al carisma di una congregazione religiosa che ha cominciato a prendersi cura degli ammalati, se le scuole sono diventate un bene per tutti è perché alcune donne e uomini consacrati a Dio hanno dato vita a opere di educazione della gioventù, in momenti storici in cui non esistevano, per rispondere a una chiamata evangelica.
Col tempo lo Stato ha fatto proprie queste opere perché quei valori evangelici hanno plasmato la società e la sensibilità comune è cambiata. Si fa quindi evidente che la pace politica si fonda ed esige la pace religiosa e la pace pubblica presuppone la pace personale e interiore; la pace-giusta supera gli sforzi umani, perciò, "la sua sorgente e realizzazione vanno ricercate in una dimensione che trascende tutti noi, sorretta da una spiritualità forte e serena che abbia a cuore la cura della vita e il bene di ciascuno" (Pacem in Terris, 1). Ecco l’impegno delle persone consacrate a Dio. Persone costruttrici di civiltà della pace-giusta in grado di portare una ricchezza nuova nell’umanità di oggi; attraverso il loro essere e il loro agire offrono risposte vere ed evangeliche, tali da promuovere il regno di Dio tra gli uomini.

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