La poesia a puntate

26 marzo 2014 - Tonio Dell'Olio

Nell'immensa folla dei partecipanti alla 19ma Giornata della Memoria e dell'impegno che si è svolta sabato scorso a Latina, incontro anche Vilmo. Lo conosco da tanti anni. In queste occasioni non manca mai. Non ha tutte le rotelle al posto giusto e, forse anche per questo, scrive poesie. È il suo modo di sognare e di dire le cose nelle cose. Le scrive, poi le fotocopia e le distribuisce. Infatti me ne regala immediatamente una. Poi aggiunge: "È stato bello quello che avete fatto ieri col Papa". E io di rimando: "Ecco Vilmo, forse dovresti scrivere una poesia anche per il Papa o sul Papa". Lui si fa improvvisamente serio in volto, sta un attimo in silenzio e poi: "Non ci riesco - dice. È troppo grande. Non entra nelle poesie". Poi, dopo un altro momento di silenzio, aggiunge: "Non so come fare. Forse dovrei provare a scrivere delle poesie a puntate". Lo abbraccio. Quella delle poesie a puntate mi sembra una trovata geniale che rende proprio bene il senso e la portata di questo Papa argentino che compie gesti e suscita sentimenti che tracimano oltre i versi di una poesia. E il povero Vilmo mendica parole per poterlo raccontare. 

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Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
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