La messa di Plaza de la Costitución

22 ottobre 2015 - Tonio Dell'Olio

Anche quest'anno in Piazza della Costitución a Buenos Aires è stata celebrata una messa particolare. All'aperto, all'incrocio tra le vie Garay e Lima. L'aveva celebrata per la prima volta nel 2008 l'allora arcivescovo della città Jorge Bergoglio e la tradizione continua. Una messa all'aperto perché vuol essere testimonianza e denuncia, speranza e solidarietà con le donne vittime della tratta, con i lavoratori ridotti in stato di schiavitù nei laboratori tessili clandestini e con tutti tutti gli esclusi. Oltre al vescovo ausiliare José María Baliña che presiedeva perché l'arcivescovo attuale è impegnato in Vaticano per il Sinodo sulla famiglia, i sacerdoti impegnati nelle Villas Miserias, le suore che accompagnano le donne riscattate e tantissime persone. Significativo il momento dell'offertorio in cui sono state presentate all'altare una macchina da cucire confiscata ad un clan che costringeva giovani e bambini a lavorare come schiavi in un laboratorio per le grandi firme e che adesso viene utilizzata, insieme ad altri strumenti confiscati, dalla cooperativa Soho per ridare dignità al lavoro e ai lavoratori. Accanto alla macchina da cucire un'auto piena di cartoni del Movimento dei Lavoratori Esclusi (MTE) e una rete distesa a ricordare le ragazze sfruttate a fini sessuali. Il tutto alla vigilia delle elezioni presidenziali (25 ottobre) quasi a ricordare ai candidati che non vi può essere politica e progettazione che non parta esattamente dalla necessità di ridare dignità alle persone escluse e sfruttate. 

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