Che c’entra la Nato?

12 febbraio 2016 - Tonio Dell'Olio

Quella di migranti e profughi è una crisi umanitaria. Che c’entra la NATO? Eppure ieri è stato deciso che nel Mar Egeo intervengano mezzi e uomini sotto comando Nato. Val la pena allora ricordare che quest’organismo militare nacque per difendere le nazioni aderenti dalla minaccia del blocco sovietico ovvero del Patto di Varsavia ormai dissoltosi da tempo. Piuttosto che sciogliersi a sua volta anche il Patto Altantico, si è riciclato aggiornando la propria missione nella difesa da ogni minaccia nei confronti dei Paesi che ne fanno parte. Dobbiamo credere allora che venga intesa come una minaccia la richiesta di aiuto delle folle umane che scappano dalla guerra o dalla fame? E quali compiti specifici avranno i mezzi Nato (navi e aerei) nel Mediterraneo? Mettere in salvo i profughi o respingerli? Perseguire gli scafisti? Semplicemente intercettare le imbarcazioni di fortuna per segnalarli alle autorità nazionali di competenza? La preoccupazione, più che fondata, è che si intendano i perseguitati dalla guerra come una minaccia che necessita di un’alleanza militare per essere fronteggiata. E questo umilia il senso di umanità oltre che lo stesso diritto internazionale. Per soccorrere le popolazioni minacciate, per far fronte alle crisi umanitarie, le nazioni avevano dato vita a qualcosa chiamata ONU. 

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