Il primo giorno di Primavera

18 marzo 2016 - Tonio Dell'Olio

Con ostinata coerenza sono 21 anni che Libera promuove la Giornata della memoria delle vittime di mafia e dell'impegno. Ogni anno sempre lo stesso giorno, il 21 marzo, primo giorno di Primavera. Ma è tutt'altro che un rituale ripetitivo. Piuttosto è il tentativo di saldare il debito con coloro che ci hanno indicato col proprio sangue la via verso l'onestà e la trasparenza, la fedeltà ai valori della democrazia e della passione per la giustizia. Finalmente ora almeno uno dei due rami del Parlamento (il Senato) ha riconosciuto il 21 marzo come Giornata nazionale. Soddisfatti sono soprattutto i familiari di quel lungo elenco che viene scandito come un monito. Perché contrariamente a quello che pensiamo, le vittime non sono solo quelle che vengono uccise. Da quel momento, a pagare il conto ogni giorno, ci sono anche i loro familiari che vivono il vuoto dell'assenza e, troppo ma troppo spesso, anche il dolore sottile della mancanza della verità sui fatti e della giustizia. Per questo è bello e giusto che le strade di mille piazze d'Italia il 21 marzo siano affollate di bambini e ragazzi nei quali cresca il disgusto per il malaffare e la violenza e insieme alla promessa di riuscire a costruire un mondo più giusto. E questa è Primavera.

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Nell'era della globalizzazione
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Nell'era della globalizzazione

Tutto diventa globale e il “pensiero unico” occidentale si materializza
come intreccio di poteri e forme di dominio…
Nell’arena globale, le multinazionali ricoprono il vuoto lasciato
dallo Stato-nazione e questo è il più grave danno
per ogni sforzo di democrazia.
Noam Chomsky
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