Al di là dell’odio

19 maggio 2016 - Tonio Dell'Olio

“Non avrete il mio odio” era semplicemente il titolo di un post inserito nel suo profilo Facebook e che in breve, incredibilmente, ha fatto il giro del mondo. Antoine Leiris aveva perso la moglie Hélène in quel tragico attentato al Bataclan di Parigi il 13 novembre 2015 restando da solo con suo figlio di 17 mesi. Oggi quelle riflessioni appaiono più organicamente in un libro che è stato pubblicato anche in Italia dalle edizioni Corbaccio. Un libro che ti afferra prima alla gola a farti mancare il respiro nelle ore concitate del massacro e poi il cuore nel silenzio del dolore e della riflessione. È una meditazione sul senso della vita liberata dal sentimento ingombrante dell’odio che – dice Leiris: “Ci impedirebbe di essere leggeri perché saremmo appesantiti da questo fardello e dalla voglia di vendetta. Dunque è impossibile non provarlo ma è possibile lasciarlo fuori dalla porta”. Ora che Antoine Leiris è in Italia per presentare il libro, Francesca Santolini lo ha intervistato per L’Unità: “Da una parte risponde a una voglia di sfida rispetto ai terroristi – dice , ma dall’altra è una frase (Non avrete il mio odio) di riappacificazione che parla a mio figlio e alle persone che ci sono vicine. E penso che i due significati, in questa frase, corrispondano ai sentimenti che provavo quando ho scritto questa lettera. È stata una scelta ma anche una necessità, lo dovevo a mio figlio che deve crescere in uno spirito libero e positivo. Oggi queste parole appartengono a tutti perché è importante capire che non dobbiamo reagire all’odio con l’odio”.

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