I vantaggi del gioco d’azzardo

14 dicembre 2016 - Tonio Dell'Olio

Nell’inchiesta della magistratura romana che ha portato all’arresto di Francesco Corallo e dei suoi sodali (Laboccetta, Tulliani, Baesten…) e al sequestro di beni e conti per miliardi di euro, c’è tutto il campionario della truffa d’alto borgo. C’è il gioco d’azzardo legalizzato di cui Corallo è il principale imprenditore internazionale, c’è il peculato (cioè furto di denaro pubblico) su larga scala, c’è l’ipocrisia planetaria dei paradisi fiscali, un’evasione fiscale pressoché incalcolabile, l’associazione a delinquere transnazionale e, soprattutto ancora una volta, la complicità di una parte della politica che ha favorito l’ottenimento di profitti tanto alti e la conseguente evasione. All’indomani di quel provvedimento varato dal Parlamento, il socio olandese di Corallo dice in una conversazione telefonica: “Hai appena avuto la licenza di stampare denaro. Congratulazioni amico mio…”. Tant’è che la magistrato Simonetta D’Alessandro, nell’ordine d’arresto scrive: “Si evidenzia un’interlocuzione, connotata anche da erogazioni di denaro, con esponenti politici, che assume il carattere di nitida interferenza in scelte di governo, cui hanno fatto da correttivo le disposizioni contenute nella legge di Stabilità del 2010”. Non c’è che dire, chi ancora pensava che alla fine slot machine e video-giochi fossero semplici divertimenti passatempo e non veri e propri strumenti mangiasoldi, deve ricredersi. Sono strumenti per il facile arricchimento plurimiliardiario di chi li gestisce. Noi cittadini privati di servizi per la sottrazione di versamenti di imposte da parte degli evasori, ingannati dai nostri stessi rappresentanti nelle istituzioni, vittime di truffe camuffate da giochi, abbiamo solo da sperare che l’azzardo dei Corallo termini con una giocata andata male. 

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