Kevin, Mohamed e tanti altri

6 giugno 2017 - Tonio Dell'Olio

Kevin (o Kelvin?) è il nome del bambino di sette anni di origine cinese che ha lasciato l’Italia intera col fiato sospeso e che finalmente è riemerso dal coma dopo gli incidenti di Piazza San Carlo a Torino nella notte di sabato scorso. Un bambino cinese in una piazza italiana tra migliaia di persone che tifavano Juventus o erano comunque interessati a un appuntamento importante del calcio. Penso che nessuno oramai faccia caso a chi, con gli occhi a mandorla o col colore scuro della pelle, tifi per una squadra italiana, parli con una inflessione marcatamente dialettale e gusti la cucina del Belpaese. La chiamano integrazione ma è ciò che accade normalmente da millenni nel corso della storia di trasmigrazioni, meticciati, miscuglio di popoli… Anche i più strenui difensori della purezza della razza se andassero a guardare il proprio albero genealogico o cercassero semplicemente nei propri caratteri somatici, si renderebbero conto di un poter vantare nessun 100%. Per concludere: il bambino di origini cinesi è stato soccorso per primo da Mohamed, un ragazzo di colore anch’egli residente in Italia da molti anni e tifoso della Juve, celebrato come un eroe da tutti i media. Storie di ordinario mescolamento di popoli.

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La politica deve ritrovare il suo spazio.
Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
Zygmund Bauman
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