Scorte mediatiche

16 ottobre 2017 - Tonio Dell'Olio

La Federazione Italiana della Stampa e l'associazione Articolo 21 hanno presentato qualche giorno fa un'iniziativa che intende affiancare la famiglia Regeni nella ricerca di verità sulla morte violenta del proprio figlio. In particolare i riflettori degli organi d'informazione e dei giornalisti aderenti si accenderanno ogni 14 del mese perché dal 14 agosto scorso l'Italia ha di nuovo un ambasciatore al Cairo! Si tratta di una vera scorta mediatica perché ha il potere non solo di non far dimenticare, ma anche di far sentire il fiato sul collo a chiunque abbia responsabilità e potere. Basti pensare che proprio negli stessi giorni in cui il governo italiano decideva di nominare un ambasciatore in Egitto, il governo egiziano attaccava l'Egyptian Commission for Right and Freedom, l'organizzazione che rappresenta legalmente la famiglia Regeni nel Paese. In meno di tre settimane, le autorità del Cairo hanno oscurato il sito internet dell’Ecrf, arrestato uno dei loro collaboratori – Ibrahim Metwalli – con l’accusa di danneggiare la sicurezza nazionale e tentato di porre i sigilli alla sede. Ma la scorta mediatica dovrebbe essere uno strumento da utilizzare in modo diffuso e incisivo per tutte le vicende che rischiano d'essere dimenticate e per quelle che richiedono protezione perché la scorta mediatica funge da deterrente verso coloro che pensano di farla franca minacciando o facendo tacere chi denuncia e chi cerca la verità e troppo spesso è lasciato solo. Una vera e propria scorta nonviolenta.

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Noam Chomsky
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