Cos'è successo in Nigeria?

22 novembre 2017 - Tonio Dell'Olio

Finalmente la nuova Repubblica, intesa come il giornale quotidiano. Nuovo il carattere, nuova la grafica, il respiro delle pagine e la maniera con cui gli articoli vengono distribuiti. Vecchia è invece l'impostazione e l'agenda delle priorità che insegue i pruriti del pubblico e le “tendenze” del momento, ma non la portata reale degli eventi. Altrimenti non si capirebbe perché nel “nuovo giornale” la notizia di circa 50 morti in un attentato terroristico, in una moschea di Adamawa, nel nord della Nigeria, è relegata a pag. 19, in una colonnina di 47 righe da 5 cm, di Pietro Veronese. Mentre la notizia d'Africa che fa più scalpore e si ritrova un po' su tutti i quotidiani, cartacei e non, è quella delle dimissioni del presidente dello Zimbabwe, Mugabe. Mi sembra una sorta di razzismo mediatico secondo il quale 50 vite umane di pelle nera non valgono quanto altrettante vite bianche. In compenso, nelle stesse ore in cui nel mondo si diffondeva la notizia del massacro nigeriano, Milano Finanza esultava: “Possibile commessa in Nigeria per Saipem. Secondo quanto riportato dal quotidiano nigeriano Thisday, Saipem avrebbe presentato l'offerta con il miglior prezzo per la costruzione di un'unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico per lo sviluppo del progetto Zabazaba ed Etan e El Paìs pubblicava un articolo a firma di Antonio Taiani, presidente del Parlamento Europeo, dal titolo: L'africa deve stare in cima all'agenda politica europea. 

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