Il deserto dei sentimenti

18 gennaio 2018 - Tonio Dell'Olio

Mi ha impressionato parecchio la lettera di Alessandra Clemente, segnalatami da un amico, su Repubblica di qualche giorno fa. Alessandra è la figlia di Silvia Ruotolo, uccisa dalla Camorra per strada nel 1997, vittima innocente, nel corso di uno scontro a fuoco tra due bande rivali, ed è al secondo mandato come assessore del Comune di Napoli per le politiche giovanili. Alessandra è un'amica. Ma quanto è importante che dal suo osservatorio umano e politico assolutamente unico, guardando alla situazione giovanile della sua città, lei lanci l'allarme sul "deserto dei sentimenti". "Nel deserto dei sentimenti si può introdurre qualunque pianta maligna, - scrive Alessandra Clemente - può nascere la peggiore specie del male, cioè il male commesso per assenza totale di sentimenti, che, a mio parere, è il male che commettono questi ragazzi ai nostri giorni e a ragazzi come loro. Non sono cattivi, ma peggio. Sono privi di sentimenti e questo facilita la loro capacità delinquenziale. La scuola pensa più all’addestramento teorico/pratico che alla formazione umana”. Ci troviamo di fronte a una generazione emotivamente analfabeta che non riesce ad articolare, decifrare, riconoscere, gestire le emozioni e i sentimenti al punto da confonderli o farli degenerare nella violenza. Al di là di tutte le cause sociali dovremmo necessariamente fare i conti con questo deficit se vogliamo tentare di risolvere un problema e salvare una generazione.

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La politica deve ritrovare il suo spazio.
Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
Zygmund Bauman
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