L'ostinazione armiera degli USA

22 febbraio 2018 - Tonio Dell'Olio

Per quanto io mi sforzi e cerchi di dare una spiegazione all'ostinazione dei politici statunitensi nel voler permanere nella situazione legislativa che consente l'acquisto e l'uso pressoché indiscriminato di armi da fuoco, non riesco a giustificarla dinanzi alle stragi che continuano a colpire cittadini inermi e, spesso, proprio i più giovani. Il Congresso della Florida, controllato dai repubblicani, ha respinto con 71 voti contrari e 36 favorevoli una mozione per mettere la bando le armi d’assalto e i caricatori ad alta capacità. Decine di studenti sopravvissuti proprio alla sparatoria nel liceo di Parkland avevano chiesto un segnale dopo la strage. I deputati hanno invece scelto di non modificare la legge locale. Non si trattava di una messa al bando della vendita delle armi ma di una leggera modifica che lanciava un segnale nella direzione del ripensamento delle leggi vigenti e, concretamente, poneva almeno un freno. E invece no. Ostinatamente contro la scommessa che una minore circolazione di armi possa rendere la vita sociale più sicura e più serena. Nemmeno il sacrificio delle 59 vittime della sparatoria di Las Vegas nell'ottobre scorso, degli studenti morti nel liceo e di tutte le altre vittime sembra aver scalfito la volontà del presidente USA e dei politici in generale. Inspiegabile. Per me è inspiegabile.

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