Quando il Papa visita le periferie

16 aprile 2018 - Tonio Dell'Olio

C'è molta enfasi sul tema delle periferie. Tanto sulle loro condizioni di vita quanto sui valori che si vivono stando più lontani dai centri e dai centri di potere. È una lettura metaforica o simbolica delle periferie come “luogo di scarto”, unità di misura di ogni forma di emarginazione, sistema di degrado indotto da politiche abitative, sociali, economiche sbagliate. Ma forse a chiarire meglio quanto succede nelle periferie, da ieri ci viene in soccorso un altro episodio con un valore e un significato tanto concreto. Ieri Papa Francesco si è recato in visita alla parrocchia del quartiere di Corviale di Roma reso famoso dal cosiddetto “serpentone” un unico edificio che si allunga per circa due chilometri senza soluzione di continuità. Ebbene alcuni parrocchiani di S. Paolo della Croce in Corviale, avendo visto le buche delle strade sistemate per l’arrivo di Francesco, rivolgendosi al loro parroco, don Roberto Cassano, hanno detto: “Don Robè, fai ritornare il Papa tra due mesi, così sistemiamo le cose”. Se qualcuno cercasse ancora una definizione del rapporto tra centro e periferie non può trovare di meglio.

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Ponti
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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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