Loro (o noi)

21 maggio 2018 - Tonio Dell'Olio

Dopo aver visto Loro 1 e Loro 2, di Paolo Sorrentino, sembra inevitabile considerare che nelle parabole paradossali e cariche di fantasia del regista vi siano molte esagerazioni e che, piuttosto che riflettere su Berlusconi, vi sia il proposito deliberatamente ammiccato dal titolo, di far riflettere su se stessi. Se, cioè, l'arrivismo descritto dalla prolifica immaginazione del regista, le pulsioni incontrollate, l'ipocrisia di un'immagine pubblica abilmente camuffata che non coincide affatto col privato, la sete di ricchezza e di potere non  appartengano a ciascuno di noi come tendenze inscritte nella nostra psiche e sospinte e sorrette dal clima "culturale" nel quale siamo immersi ormai da troppi anni. Poi, uno prende il giornale di questa mattina e legge del presidente Berlusconi che, alla chiusura della campagna elettorale in Val d'Aosta, ha ricevuto due regali dalle mani di una ragazza e che lui ha chiesto preventivamente se aveva facoltà di scegliere. Alla risposta affermativa (non della ragazza ma del segretario regionale del suo partito) Berlusconi ha esclamato: "Allora scelgo lei" indicando la ragazza. A questo punto il segretario di partito gli ha fatto notare che si trattava di sua figlia ma ha subito aggiunto: "Presidente si vede che è un buongustaio". La conclusione di Berlusconi: "Cosa bisogna inventarsi per far finta di essere ancora giovani!". C'è bisogno di commentare?

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