Mafie e migranti

22 giugno 2018 - Tonio Dell'Olio

Ho guardato un video di Lorenzo Cremonesi, del Corriere della sera, che è stato tra i migranti in Libia e mi ha confermato le desolanti informazioni che avevo. Giovani depredati dei pochi soldi che le famiglie avevano messo da parte per garantire loro il pagamento del viaggio ai trafficanti e poter arrivare in Italia, riduzione a schiavitù in fattorie o cantieri per mesi e mesi fino ad accumulare i “crediti” necessari per poter ottenere un posto in un barcone, torture e omicidi mai denunciati, fosse comuni. Ma adesso questo dramma è ancora peggiore perché non c'è più la possibilità di partire verso l'Italia e nemmeno quella di ritornare nei propri paesi. Sospesi in Libia, senza soldi e senza nulla da mangiare, rinchiusi nelle prigioni speciali create dalle milizie. Le stesse con cui il governo italiano ha stretto accordi milionari. Sono gli stessi trafficanti che, prima lucravano dai migranti e adesso – di più - dall'accordo con l'Italia. Hanno il coltello dalla parte del manico perché hanno sempre la possibilità di minacciare il nostro governo con la ripresa delle partenze. Una situazione orribile in cui le mafie guadagnano grazie alla paura e alla miseria. Dal governo che si è insediato ormai da diversi giorni non ho sentito una sola parola su questo dramma. Attendo.

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