Le circolari ministeriali

19 luglio 2018 - Tonio Dell'Olio

Questa mattina ho letto la “Circolare n. prot. 0008819 del 4 luglio 2018 – Il riconoscimento della protezione internazionale e della tutela umanitaria” a firma del ministro Matteo Salvini. L'ho letta perché, lunedì scorso, la Commissione nazionale sull’asilo ha inviato un'altra circolare, a tutti i presidenti delle commissioni territoriali, chiedendo, senza mezzi termini, di ridurre drasticamente la protezione umanitaria. In pratica, si sostiene che finora si è largheggiato nella concessione del diritto di asilo per motivi umanitari e che, pertanto, è necessario e doveroso tagliare, essere più “rigorosi”. Quasi che fosse un problema di numeri e non di persone. Personalmente, mi sono sempre chiesto come si facesse a decidere sulla base di un colloquio senza approfondimenti e senza altri elementi se non la narrazione da parte del soggetto. Ma, soprattutto, mi chiedo se i componenti le commissioni hanno chiaro il tormento, la tortura, il dramma di lasciare le proprie case, affetti, tradizioni..., affrontare il deserto che miete più vittime del mare, arrivare in Libia, dove ci sono più vittime che nel deserto e nel mare messi insieme, cercare di attraversare il mare, stando lontani da bufere e guardie costiere libiche, e cercare di arrivare in Europa. Un giorno scopriranno le fosse comuni della Libia e faremo i musei della memoria. E noi andiamo disquisendo di motivi umanitari! Quanta disperazione ci dev'essere per sfidare la morte in quel modo? Troppa disperazione perché possa starci tutta dentro una circolare ministeriale.

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L’esercizio del perdono
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Il perdono dà una possibilità all’evoluzione esistenziale.
È scelta deliberata di credere in Dio
perché si è ancora capaci di credere nell’umano.
E viceversa.
È il non arrendersi mai all’orrore.
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