Dal carcere di Saluzzo alla cittadinanza

3 settembre 2018 - Tonio Dell'Olio

Un gruppo di detenuti del carcere di Saluzzo hanno preso l'impegno di scrivere una lettera aperta alla cittadinanza in prossimità dell'8 settembre. Hanno cominciato quest'anno e sperano di rimanervi fedeli anche se dovessero esserci altri al loro posto perché trasferiti, messi in libertà o altro. Di seguito uno stralcio della lettera: “Perché scrivere una lettera aperta alla cittadinanza? Semplicemente per esprimere a tutti voi che vivete al di là delle mura, donne e uomini liberi, un pensiero che abbiamo fatto nostro in questi anni di detenzione, di silenzio, di riflessioni. Un pensiero che vuole essere un consiglio soprattutto rivolto ai giovani, il seguente: “non fatevi mai giustizia da soli”.

Ecco, ci tenevamo a dirlo che occorre resistere con ogni mezzo alla tentazione di farsi giustizia da soli. È l’errore che molti di noi hanno commesso. Ci teniamo ad affermare questo principio di cui ora siamo davvero consapevoli. Malgrado a volte lo Stato e le Istituzioni siano assenti, spesso latitanti, a volte ottuse e impietose, a volte arroganti e prepotenti quanto lo siamo stati noi in passato, malgrado questo, profondamente sentiamo di poter affermare: “non fatevi mai giustizia da soli, perché potreste scoprire un giorno che quella non era giustizia”. Noi abbiamo sbagliato e stiamo scontando la nostra pena. A coloro che ancora non hanno sbagliato, a coloro che sono giunti al confine con l’errore, a coloro che pensano che non sbaglieranno mai, auguriamo di prendere in considerazione l’idea che noi, e la nostra esperienza, possiamo essere una risorsa e non un rifiuto. E che anche noi siamo uno spicchio di quella stessa cittadinanza di cui tutti facciamo parte. E che un mondo migliore non solo lo desiderano coloro che vivono liberi, ma anche coloro che vivono rinchiusi tra le mura di un carcere.

 

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