Il tempo del Concilio

24 gennaio 2019 - Tonio Dell’Olio

Ricorrono i 60 anni della convocazione del Concilio Vaticano II (25 gennaio 1959) ed è un vero peccato che siano in pochi a ricordarlo. Quell'evento fu epocale al punto da non riguardare soltanto i credenti ma tutte e tutti. Un vento di primavera non può discriminare le persone che tocca. Tutti ne avvertono la carezza. Anche chi non riesce a distinguerlo o a comprenderlo. L'eccezione è solo per chi si barrica dietro porte blindate da false sicurezze o da tradizioni nostalgiche quanto vuote. Perché quel soffio non scosse soltanto la polvere di messali e paludamenti sacri ma diede la parola al popolo e la dignità piena al riconoscimento dell'altro, all'ascolto fecondo, a una nuova immagine di Dio, alla trasparenza dei segni dei tempi. Pose la comunità cristiana non più in antagonismo concorrente col mondo ma in dialogo e al servizio del mondo stesso. Persino chi ha preteso di far tacere quel vento o di ridurlo a spiffero, oggi è costretto ad ammettere che quel 25 gennaio ha inaugurato un tempo nuovo per le chiese e per il mondo intero. E se può sembrare che questo sia un atto di amore verso quel soffio di novità, non abbia timore di sbagliarsi. Quella conciliare non è memoria nostalgica di un tempo (non ero ancora nato!), piuttosto è uno stile, una scelta, una prospettiva da adottare per avere uno sguardo nuovo e aperto sulle cose.

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Il grido della terra
APRILE 2019

Il grido della terra

Non possiamo fare a meno di riconoscere che
un vero approccio ecologico diventa un approccio sociale,
che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente,
per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri
Laudato Si’, 49
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