La convenienza economica del bene

6 febbraio 2019 - Tonio Dell'Olio

Ieri al Parlamento europeo è stato presentato un report che non deve passare inosservato anche se la disattenzione dell'informazione nostrana sembra maledettamente scontata. A presentare lo studio è stata la Fondazione culturale di Banca Etica che analizza i rendimenti di 23 banche etiche europee negli ultimi dieci anni, ovvero dall'inizio della crisi fino ad oggi. Confrontate con 15 banche tradizionali, le etiche dimostrano una redditività tre volte maggiore. Peraltro dei 654 miliardi di euro che NOI europei abbiamo sborsato per salvare le banche in crisi nel continente, nessun centesimo è stato versato per una delle banche etiche. E da qui uno sciorinare di cifre e di considerazioni sulla concessione di crediti e sulla capacità di sostenere i fattori di crescita sociale e non solo finanziaria. Insomma è la prova che la finanza sociale vale più di quella di carta e che l'investimento su ambiente, terzo settore, cooperazione sociale e internazionale non solo conviene per la crescita pacifica delle società ma rende anche economicamente. E sì perché le perdite delle banche tradizionali sono dovute all'investimento in titoli rischiosi ed esotici che sono miseramente falliti. Hanno reso di più le “ buone opere”. Roba da non crederci!

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Il grido della terra

Non possiamo fare a meno di riconoscere che
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che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente,
per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri
Laudato Si’, 49
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