Attenti alle armi

12 febbraio 2019 - Tonio Dell'Olio

Produrre ed esportare armi è rischioso persino rispetto alle migliori intenzioni di chi lo fa per: creare occupazione, consolidare la sicurezza nel mondo, offrire strumenti alla difesa delle democrazie, proteggere i più deboli, assicurare i diritti ecc. ecc.. Beninteso personalmente sono dell'avviso che tutte queste motivazioni costituiscano un paravento per un business mondiale della cui magnitudine pochi hanno idea. Ma succede che talvolta le armi prendano un'altra strada e finiscano in mani ancora più sbagliate e avviene che la Cnn presenti un'inchiesta giornalistica con la quale dimostra che armi vendute dagli USA all'Arabia Saudita sono state trasferite a miliziani collegati ad Al Qaeda e ad altre fazioni attive in Yemen e costituiscono un pericolo concreto anche per le truppe statunitensi operanti in quell'area dello scacchiere globale. La Cnn ricorda ad esempio che nel settembre del 2017 una tv locale ha mandato in onda le immagini di Mohammed Ali al Houthi, uno dei leader dei ribelli, seduto sulla ruota di un veicolo blindato Mrap, di fabbricazione statunitense, nella capitale Sanaa con la folla intorno che ripeteva in coro “Morte all’America”. C'è poco da stare allegri se solo si pensa che nello stesso 2017 Trump si è vantato di aver firmato un contratto di vendita di armi con l'Arabia Saudita di 110 miliardi di dollari. A proposito, sorge il dubbio legittimo se non sia proprio questo fiume di dollari a far tacere l'amministrazione USA - nonostante il gran polverone iniziale - sul caso di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita trucidato in Turchia.

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