Un po' di fosforo per la memoria collettiva

20 marzo 2019 - Tonio Dell'Olio

La Giornata nazionale della memoria delle vittime innocenti di mafia che celebra a Padova (piazza principale) e in tantissime scuole, palestre, aule universitarie, luoghi di lavoro, teatri e piazze lungo tutto lo stivale la sua 24ma edizione, non è una semplice cura collettiva di fosforo. Anche se ce ne sarebbe molto bisogno, vista la facilità con cui dimentichiamo gli snodi vitali della nostra vita comunitaria. È piuttosto la consapevolezza che senza memoria non c'è nemmeno conoscenza precisa dei fenomeni, non sboccia il sentimento della gratitudine e del riconoscimento, non si riesce nemmeno a consegnare un insegnamento profondo alle future generazioni. Ecco: senza memoria non ci può essere futuro. Perché le regole base della fisica e dell'ingegneria civile ci dicono che se si vuole costruire in alto, bisogna scavare solide fondamenta in basso. La memoria è la profondità della vita, il DNA che un popolo intero porta impresso nel proprio patrimonio genetico nella consapevolezza che le conquiste, i diritti, le costituzioni, le leggi, i costumi sono lo specchio della propria memoria genetica. E se questo patrimonio è costato la vita di difensori appassionati e convinti della giustizia e del diritto, si tratta di una memoria che non ammette distrazioni.

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Non possiamo fare a meno di riconoscere che
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che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente,
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Laudato Si’, 49
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