I colletti bianchi della massoneria di Castelvetrano

22 marzo 2019 - Tonio Dell’Olio

Solo un'opinione pubblica disattenta e un'informazione ancora più distratta non riesce a dare l'importanza dovuta a ciò che è emerso ieri a Castelvetrano in provincia di Trapani. Nella città natale di Matteo Messina Denaro sono state eseguite 27 ordinanze di custodia cautelare, in carcere o ai domiciliari, 5 obblighi di dimora, 4 informazioni di garanzia. Non si tratta dei soliti fiancheggiatori dei clan ma di una loggia massonica - di fatto un gruppo di affari - di cui facevano parte un ex sindaco, un ex vice-sindaco e uno dei candidati alla poltrona di primo cittadino alle prossime amministrative. Una ramificazione vasta di infiltrazioni e influenze che andavano dall'Assembea Regionale Siciliana al Viminale, passando per la stessa Commissione antimafia. Il tutto finalizzato all'esercizio del potere e ai soldi, tanti soldi. Il fatto, a mio avviso, non è isolato e non può essere recintato in un angolo della Sicilia. Le mafie senza questa fitta rete di “amicizie” e influenze non conterebbero nulla e sarebbero destinate ad esaurirsi. È invece proprio la forte complicità o assimilazione massonico-affaristica dei colletti bianchi a dargli forza. Lo hanno testimoniato molti collaboratori di giustizia (pentiti) e alcuni di questi sono stati ritenuti pazzi. Da Castelvetrano oggi ci fanno sapere che avevano ragione.

Ultimo numero

L'abbraccio
LUGLIO 2019

L'abbraccio

Il Documento sulla fratellanza umana,
per la pace mondiale e la convivenza comune,
firmato ad Abu Dabhi
da papa Francesco e dal Grande Imam,
è di importanza storica.
Un dossier per capire le novità, le strade aperte,
il dialogo e le prospettive.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.24