Le falsità di Giorgia Meloni

3 giugno 2019 - Tonio Dell'Olio

Nel duro attacco di Giorgia Meloni al Presidente della Repubblica per aver conferito l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica ad Asmae Dachan, si concentra tutto il pressapochismo e la falsità dell'argomentazione (per così dire) politica dei nostri giorni, nonché il tentativo di cavalcare ataviche paure irrazionali per trarne qualche vantaggio di consenso. Asmae è giornalista e scrittrice di origine siriana nata e cresciuta ad Ancona e si è distinta per la sua scrittura fine e i suoi reportage coraggiosi da Aleppo e dalla Siria. Queste sono le motivazioni con cui l'Ordine dei Giornalisti delle Marche ha segnalato la giovane donna alla Presidenza della Repubblica. Tutt'altro che “un atto di sottomissione all'Islam radicale” come sostiene la segretaria di Fratelli d'Italia accusando anche il padre Mohamed Nour di essere un rappresentante dei Fratelli musulmani e la figlia una fondamentalista. Conosco personalmente e da molti anni Mohamed e posso testimoniare la sua apertura al dialogo e all'incontro con le altre fedi. Abbiamo marciato insieme per la pace, abbiamo partecipato a dibattiti e confronti dove i toni non sono mai stati quelli che solitamente ascoltiamo dalla Meloni. Tra l'altro Mohamed non è mai stato Imam di Genova come sostiene, disinformata, la signora Meloni. “Non vi è nulla di più distante da me, dalla mia educazione e dai miei convincimenti del terrorismo, della violenza, dell’integralismo. I miei articoli, i miei libri, la mia vita ne sono una testimonianza. Considero le dittature, tutte, comprese quelle religiose e salafite, un male da combattere”. Insomma personalmente non ho paura di Mohamed e né di Asmae che tra l'altro un giorno ebbe a dire di essere una musulmana innamorata di Gesù. Piuttosto mi preoccupa Giorgia Meloni e coloro che le danno credito senza controllare le fonti. Loro sì costituiscono una minaccia alla libertà e alla verità.

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Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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