Lotta italiana ai trafficanti di uomini

24 giugno 2019 - Tonio Dell'Olio

Gicic, il gruppo interforze di contrasto all'immigrazione clandestina di Siracusa era una cosa seria. Molto seria. Grazie alle indagini condotte da questo gruppo guidato dal commissario Carlo Parini abbiamo avuto una documentazione vasta e completa degli sbarchi di immigrati e dei collegamenti a organizzazioni mafiose internazionali che sciacallamente speculano sulla miseria. Abbiamo saputo ad esempio che verso Grecia e Turchia ci sono barche a vela che con poche decine di persone coprono le distanze più agevolmente e sono guidati da russi, georgiani o ucraini che prendono 5.000 dollari a persona. Oppure che ci sono persone migranti costrette a guidare timoni e motori di barche di fortuna sotto la minaccia di morte di organizzazioni criminali assai crudeli. Da dicembre Carlo Parini è stato dirottato al settore amministrativo e di fatto timbra passaporti e il resto della squadra è stato disseminato tra Ufficio ambiente e altre mansioni. E pensare che almeno per una volta, nel 2006, il New York Times era stato costretto ad ammettere che in Italia operava un team efficiente. Ora dicono che il coordinamento di queste operazioni è passato a Catania sotto la direzione del magistrato Zuccaro, ma i componenti del Gruppo si erano detti disponibili a trasferirsi a Catania. Poi hanno riferito che gli sbarchi sono diminuiti e non c'era più bisogno di loro. Ma Il Sole 24 ore, da cui abbiamo attinto la notizia, ci fa sapere che nei giorni scorsi “a Lampedusa ne sono arrivati 45, 11 sono sbarcati qualche giorno fa nel Sulcis. E ancora: 20 sono sbarcati il 17 giugno a Crotone, 20 naufraghi sono arrivati il 10 vicino ad Agrigento, in 38 sono sbarcati il 9 a Lampedusa. Altri 15, questa volta eritrei, sono arrivati sempre il 9 a Lampedusa, 53 pakistani sono invece sbarcati il 7 a Crotone. E questi sono solo gli sbarchi intercettati” perché la maggior parte sono sbarchi fantasma e, di questi, non sappiamo nulla.

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