SOCIETÀ

Riformare le istituzioni mondiali

La Campagna UBUNTU: come affrontare il problema della governabilità democratica del mondo?
28 aprile 2004 - Vittorio Tanzarella

La crisi del diritto internazionale e della capacità dell’ONU di far valere i principi che costituiscono la sua ragione di essere sono sotto gli occhi di tutti.
L’aggressione armata dell’Iraq da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, in aperto dissenso con il Consiglio di Sicurezza, e il mancato rilascio del territori palestinesi occupati dagli israeliani nel lontano 1967, che è alla base delle violenze sempre più gravi che si verificano in Palestina, hanno posto e pongono il problema ineludibile del “che fare”.
Lo stesso dicasi per la tutela dei diritti umani, per la lotta alla povertà e alle malattie e quant’altro crea mostruosi e ingiustificabili abissi di ingiustizia fra “il mondo occidentale” e il resto del pianeta.
Ma rispetto a tutto ciò c’è una grande novità, ancora assai poco conosciuta, ed è la "Campagna mondiale per una Riforma in profondità del sistema delle Istituzioni Internazionali”, che riguarda sia la riforma dell’ONU che quella delle altre Istituzioni tra cui l’Organizzazione mondiale del Commercio (il ben noto WTO), il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Si tratta di una iniziativa promossa dalla rete UBUNTU (che in antica lingua africana significa “armonia, umanesimo e solidarietà”) forum mondiale di Reti della società civile, che ha presentato la Campagna per la prima volta al Vertice Mondiale per lo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg nel 2002; fra le associazioni collegate a UBUNTU vi è il MIIC (Movimento Internazionale Intellettuali Cattolici-Pax Romana).
La rete UBUNTU è già presente e opera presso il organi principali dell’ONU ed esercita ora il ruolo di Commissione Coordinatrice della “Campagna”.
La consultazione del sito della campagna – http://www.reformcampaign.net – consente di comprendere gli obiettivi della campagna che sono quelli della mobilitazione dell’opinione pubblica mondiale e della sua canalizzazione nei confronti dei poteri internazionali e creando uno o più gruppi di lavoro sulla governabilità democratica mondiale per la elaborazione di una adeguata proposta di riforma.
Dal manifesto di adesione si deduce l’ampiezza della regolamentazione democratica della globalizzazione che viene perseguita e che consiste non solo nella decisione di preservare le generazioni future della guerra, ma anche nella lotta contro la povertà, l’ingiustizia, l’omologazione culturale e il degrado ambientale.
Presiede la campagna Federico Mayor Zaragoza, già Direttore Generale dell’UNESCO.
Fra i compiti della “campagna” vi è anche quello di sensibilizzare gli organi istituzionali (consigli comunali, provinciali, regionali e Parlamento) e le autorità accademiche e di creare gruppi di studio e di ricerca per definire nel modo scientificamente più attendibile le proposte di riforma nei vari settori, da portare all’attenzione dell’Assemblea Generale dell’ONU che potrà così convocare una Conferenza Mondiale che abbia l’autorità di raccogliere il massimo dei consensi al fine di rafforzare e democratizzare le Nazioni Unite dando all’Assemblea Generale funzioni decisionali e il controllo effettivo e democratico di tutti gli organi dell’ONU.
Occorre aggiungere, peraltro, che ogni emendamento a ogni revisione (ed è il nostro caso) della Carta dell’ONU è soggetta, con l’attuale normativa, al diritto di veto e comunque all’approvazione di tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza; per cui in ogni caso occorrerà prevedere una ipotesi della creazione di un nuovo ONU che - senza soluzione di continuità - si sostituisca a quello attuale: per cui gli attuali detentori del diritto di veto avranno l’alternativa o di aderirvi o, diversamente, di subire un grave isolamento internazionale, con serie conseguenze politiche ed economiche. Il Comitato per una pace giusta in Palestina e nel mondo, sorto a Bari nel gennaio del 2002 ha assunto tale Campagna come impegno prioritario perché essa appare ora l’unica strada per ricostruire la legalità internazionale e garantire così davvero non solo la pace nel mondo, ma anche la tutela della vita e dei diritti fondamentali di ogni persona su tutto il pianeta.

Elenco parziale ed esemplificativo delle adesioni pervenute a tutto il 2003 alla “Campagna”
Adesioni individuali
: Leonardo Boff, teologo, Noam Chomsky, scrittore, Butros Butros Gali, ex Segretario Generale dell’ONU, Haus Kung, Centre for Global Ethies, Rigoberta Menchù, premio Nobel per la pace, Daniell Mitterand, France Liberté.
Organizzazioni internazionali: Asian Regional Exchange for New Alternatives, Congo Conference of NGOS Consultative UN, Federation of African Women’s Peace Network, FLACAM, Foro Latinoam de CC Ambientales, Forum du Tiers Monde, Fundacao Mario Soares, Global Movement for Children, Green Cross International, Jnstitut Jnternational Jacques Maritain, Justice and Peace Europe, Pax Romana-JCMICA, The Arab Organisation for Human Rights, Word Assembly of Jouth, Word Confederation ofLabour, ecc...
Segreteria ad hoc: Manuel Manonelles + 3 Tel. +34934012569 / Fax +34934012568

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Comitato per una pace giusta in Palestina e nel mondo

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