Il delirio nella politica

4 novembre 2019 - Tonio Dell'Olio

Si può pensarla diversamente sul piano politico e ideologico, non essere d'accordo e dissentire, ma alla base ci deve essere il rispetto per l'avversario così come lo si pretende per sé e per la propria parte politica. Non sembra pensarla così Riccardo Rodelli, segretario leccese della Lega che ha straparlato venendo meno a queste regole basilari verso Liliana Segre. Si può infatti sostenere, come fa lui, che il centrosinistra si sia servito della senatrice a vita per proporre una sua idea ma non si può offendere il dolore di una donna scampata alla morte nei campi di concentramento e che ha visto trucidare familiari e amici. È delirio puro scrivere della Segre che è “una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di palazzo Madama”. È delirio puro pensare che una come la Segre sia usata dal PD e soprattutto che "la commissione Segre, nel suo piccolo è una trappola proprio perché vuole accumunare gli antisemiti (non mi risulta che la comunità ebraica sia vittima di forme di violenza in Italia) con chi invece vuole manifestare un proprio pensiero”. Ecco, se avessimo avuto bisogno di un ulteriore prova della necessità di varare quella Commissione contro l'odio che si esprime nel linguaggio offensivo, questo signore, ce l'ha offerta.

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