No cap

17 dicembre 2019 - Tonio Dell'Olio

Qualche giorno fa a Bologna ho partecipato alla presentazione della passata di pomodoro No Cap che sta per No Caporalato. Il progetto di Yvan Sagnet un camerunese dalla storia molto interessante, innamorato dell'Italia e della Juventus e che alla fine viene in Italia a studiare e si imbatte nella prepotenza del caporalato. Yvan ha fatto della lotta al fenomeno del caporalato, la sua ragione di vita tanto da fondare l'Associazione No cap – per combattere ogni forma di sfruttamento umano ed ambientale. La produzione della passata di pomodoro ha strappato alle grinfie dello sfruttamento circa quaranta giovani migranti grazie all'impegno dell'Associazione di Yvan, a Goodland che è un'organizzazione che promuove e realizza ricerca, agricoltura sociale, progettazione di modelli di impresa e commercializzazione nel campo della produzione e del biologico. Indispensabile è stato l'impegno di aziende di Rignano Garganico (FG) che hanno voluto scommettere su questa sfida e hanno garantito ai lavoratori visite mediche e abbigliamento di lavoro, regolare contratto e condizioni ambientali d'eccellenza (concimi naturali, irrigazione a pioggia, coltivazione bio...). Insomma è possibile cambiare. È possibile vincere la rassegnazione anche grazie al sogno e alla tenacia di un giovane camerunese che tifava Juve.

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.34