Cancelliamo quell'accordo!

31 gennaio 2020 - Tonio Dell'Olio

Se non intervengono fatti nuovi da parte del governo, ovvero provvedimenti quantomeno di sospensione, domani si rinnova automaticamente e tacitamente l'accordo Italia-Libia per la gestione dei migranti nei campi di accoglienza/prigionia libici. In queste ore trapelano alcune interpretazioni secondo le quali si potrebbero negoziare nuovi termini dell'accordo anche dopo la scadenza, altri sostengono che in quel caso a carico dell'Italia ci sarebbero delle penali da pagare. Ma la verità è che il testo di quegli accordi sembra un segreto di Stato e nessuno l'ha mai letto (forse nemmeno chi l'ha firmato!) e soprattutto che sono proprio quegli accordi a produrre morte, violenze, sofferenze atroci e violazione dei diritti umani. Mille volte abbiamo ascoltato racconti raccapriccianti. Mille volte giovani migranti hanno testimoniato (talvolta documentato) le torture subite. Per questo siamo in molti a chiedere al governo di non rinnovare quel memorandum. Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica perché giunga fino a lui l'urlo senza voce del dolore dei disperati e con uno scatto di dignità umana intervenga direttamente a scongiurare la nostra complicità da questa violazione dei diritti umani su vasta scala. Sarebbe la maniera più nobile per onorare la Giornata della memoria appena celebrata e riscattarci dal giudizio severo con cui ci condanneranno le generazioni a venire.

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Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi.
Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia.
Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove.
E richiede pazienza, attesa.
Papa Francesco, 21 dicembre 2019
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