La scuola dei papaveri

5 maggio 2020 - Tonio Dell'Olio

Oggi Enzo Bianchi, che ci insegna a leggere la vita nella vita, ovvero nella terra, negli sguardi e nei profumi, ha twittato: “Ecco, sono fioriti i papaveri, fiori delicatissimi, da contemplare, non da raccogliere perché subito sfioriscono: anche per questo sono simbolo dell’amore passionale che dura poco ma incanta, emoziona, invade, travolge e brucia come una fiamma”. Sarà che siccome sono troppo delicati, non vale la pena reciderli, che tanto non durano. Per questo i papaveri colorano i campi e mai gli altari, le mense e le tombe. Insomma la debolezza dei papaveri è la loro forza. Resistono perché fragili. E allora, amica mia, nemmeno tu devi dichiarare fallimento di fronte alla tua fragilità. Accoglila e non aver paura nemmeno di mostrarla. I papaveri non si nascondono, che sarebbe un'altra via per farla franca davanti alla fine prematura. I papaveri si lasciano piuttosto ammirare e, insieme alle altre fragilità sorelle che riempiono la terra, dipingono prati rosso sangue, punteggiano il verde, si lasciano coccolare dal vento. Insomma, stamattina voglio ascoltare questo inno silenzioso dei papaveri che ci insegnano a vivere. E a resistere.

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