La statua di Colston

8 giugno 2020 - Tonio Dell'Olio

Mi ha sorpreso sapere che gli inglesi avessero eretto una statua a Edward Colston che era un mercante di schiavi africani. Pare ne avesse procurati circa 80mila e che in 19mila morirono durante il trasporto. Molti di più ne morirono di stenti, di malattia, di torture e sofferenze atroci loro inferte sulla terraferma. Ma a quei tempi - si sa - non si pensava che i neri fossero uomini come gli altri, ma subumani. Il fatto è che quella statua sia rimasta lì per più di 400 anni fino ai giorni nostri. Con una parte dei soldi che ricavava, Colston aiutava la povera gente di Bristol tramite istituzioni benefiche. E allora mi chiedo: "Ma non è che ancora oggi qualcuno accetta la beneficienza e applaude a chi fa i soldi aggirando le leggi, violando i diritti dei lavoratori o danneggiando l'ambiente oppure evadendo le tasse?". E non è che qualcuno anche oggi erige monumenti ai "falsi benefattori" magari con copertine patinate o convegni popolari e manifestazioni pubbliche di legittimazione sociale? Attenzione perché sarebbe il più grave dei peccati indicati dalla Bibbia: idolatria. E prima o poi, un moto di popolo interviene ad abbattere le statue. E - statene certi - : Dio non sta dalla parte delle statue.

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