Schizofrenia, indifferenza e cura

8 ottobre 2020 - Tonio Dell'Olio

Che strano mondo è quello in cui viviamo. Drammaticamente strano. Ieri Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver ucciso l'afroamericano George Floyd, è stato liberato su cauzione dietro pagamento di un milione di dollari. Gli altri tre suoi colleghi che assisterono all'omicidio senza fiatare erano stati scarcerati nei giorni scorsi con 750mila dollari. Nello stesso giorno per Patrick Zaky viene prolungata la reclusione preventiva in un carcere egiziano per altri 45 giorni. Sempre ieri da Amnesty apprendo che Yahaya Sharif-Aminu un giovane nigeriano di 22 anni è stato condannato a morte per impiccagione dall'Alta corte della Shari'a dello Stato di Kano in Nigeria per aver diffuso tramite WhatsApp una canzone considerata blasfema. "Poco dopo la narrazione della creazione del mondo e dell'essere umano, la Bibbia presenta la sfida delle relazioni tra di noi. Caino elimina suo fratello Abele, e risuona la domanda di Dio: «Dov'è Abele, tuo fratello?» (Gen 4,9). La risposta è la stessa che spesso diamo noi: «Sono forse io il custode di mio fratello?». Con la sua domanda, Dio mette in discussione ogni tipo di determinismo o fatalismo che pretenda di giustificare l'indifferenza come unica risposta possibile. Ci abilita, al contrario, a creare una cultura diversa, che ci orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri" (Fratelli tutti, 57). 

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