INIZIATIVE

Osservare per non dimenticare

Caritas Italiana e Pax Christi lanciano il progetto di un Osservatorio permanente sui conflitti dimenticati.
Francesco Montenegro e Tommaso Valentinetti (vescovo ausiliare di Messina e presidente della Caritas Italiana; vescovo di Termoli-Larino e presidente di Pax Christi Italia)

La grande attenzione dell'opinione pubblica registrata negli ultimi tempi e tradottasi nelle grandi mobilitazioni di piazza contro la guerra se da un lato testimonia di un'importante presa di coscienza generale, tuttavia ci fa riflettere sulla drammaticità della guerra e delle guerre che rischiano di diventare tragica quotidianità alla quale non ci si può abituare. La realtà diventa ancor più agghiacciante se pensiamo che la guerra che vediamo in tv oggi (in questi mesi, ad esempio, il conflitto in Iraq) non è l'unica guerra a mietere vittime nel mondo. Infatti, per un conflitto che riceve tanta accoglienza (“copertura”, direbbero i giornalisti) in tv e sulla stampa, ne ve sono tante altre (oltre una ventina, in questo momento) di cui non si sa quasi nulla, che non raggiungono nemmeno le pagine interne dei quotidiani. E magari poi le si “scopre” per qualche giorno quando un fatto eclatante rimuove l'oblio nel quale sono immerse, come è avvenuto recentemente per l'inquieto Caucaso con la tragedia di Beslan.

Per evitare la resa
Di fronte a questo soffocante panorama che ci sovrasta, facile è la tentazione di arrendersi, vista anche la vastità dei problemi e la sproporzione tra gli attori in campo (prima fra tutti, l'industria mondiale dell'informazione). Eppure sono proprio quelle manifestazioni di piazza, con il loro forte e diffuso anelito per la pace, così come il crescente coinvolgimento delle comunità ecclesiali, spinte in questo dal profetico magistero pontificio, che inducono ad avere speranza e a mettere in campo nuovi strumenti e percorsi per quanti non intendono considerare episodico il proprio impegno per la pace e la giustizia, per quanti non si arrendono all'inevitabilità della guerra,

www.conflittidimenticati.org
È previsto per ottobre il lancio del sito dell’Osservatorio permanente sui conflitti dimenticati. Nelle diverse sezioni del sito ci sarà posto per materiali e strumenti sul tema generale della guerra, della giurisprudenza internazionale, del diritto umanitario e del magistero della Chiesa. Per ciascun conflitto “osservato” si potrà accedere a schede aggiornate sui dati delle vittime, sulla storia e sugli attori coinvolti, oltre a link ai siti specifici, alle indicazioni bibliografiche e alla rassegna stampa. Prevista un’apposita sezione sul “che fare?” con materiali utili all’animazione e alla sensibilizzazione, oltre alle notizie sui progetti in corso.
per quanti non accettano che ci siano guerre di “serie A” e guerre di “serie B”.
Nasce così il progetto di un “Osservatorio Permanente sui Conflitti dimenticati”, promosso dalla Caritas Italiana e da Pax Christi, che cerca anzitutto di offrire continuità e consolidamento all'impegno profuso dai due organismi promotori rispetto ai conflitti armati e alle loro tragiche conseguenze. Obiettivo del progetto è quello di rafforzare la linea di impegno verso una migliore informazione rivolta prevalentemente alle realtà impegnate nello sforzo missionario e pastorale e di svolgere un ruolo educativo nel porre le basi e le condizioni per una crescita della consapevolezza delle minacce alla pace e dei segnali di speranza che si accendono nelle situazioni di conflitto.
L'Osservatorio si situa in logica continuità con la “Ricerca” sui conflitti dimenticati iniziata dalla Caritas Italiana, trasformandone i risultati in un impegno attivo e responsabilizzante e non soltanto di denuncia, facendo ovviamente tesoro delle esperienze e delle “reti” internazionali nelle quali sono attivi i due soggetti promotori.
Strumento principale di questo “Osservatorio” sarà un sito web (che sarà on-line in autunno) e che, oltre alle informazioni dettagliate sui vari conflitti in corso, offrirà strumenti per l'animazione pastorale delle comunità per far crescere una cultura di pace e d'impegno per essa.

Un gesto di pace
Si tratta di un piccolo segno, di uno di quei gesti di pace che, ricordava Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2003, “creano una tradizione e una cultura di pace”. Questo progetto vuole essere un contributo ad accogliere l'invito rivolto agli inizi del 2003 dai vescovi italiani alle nostre comunità “per una più attenta e ordinaria educazione alla pace, mediante un impegno più deciso a costruire concreti itinerari pedagogici in grado di sviluppare sempre più mentalità e testimonianze di pace.”

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