Scuola delle Americhe

Da oltre 10 anni si rinnova l'appuntamento per le azioni di disobbedienza civile davanti ai cancelli della Scuola delle Americhe, o meglio conosciuta con il nuovo nome WHINSEC (Istituto dell'Emisfero Occidentale per la Cooperazione e la Sicurezza). Ogni anno religiosi, pacifisti, attivisti dei diritti umani, musicisti, attori, operatori sociali si incontrano:
· per chiedere la chiusura incondizionata di questa scuola che addestra i militari alle violazioni dei diritti umani nell'esercizio del loro lavoro (tortura, uccisioni sommarie)
· per fare memoria di tutte le vittime in America Latina (e non solo!) dei militari e dittatori addestrati in questa scuola negli anni.
L'appuntamento è stato quest'anno il 20 e 21 novembre scorso e, davanti ai cancelli dell'Istituto a Fort Benning, si sono incontrati alcuni dei manifestanti, quelli che hanno potuto e voluto partecipare al training nonviolento organizzato nei giorni precedenti, hanno oltrepasseranno il cancello per dichiarare dall'interno della base la crudeltà della scuola e la chiusura. La legge non consente dichiarazioni politiche in territorio militare e quindi molti dei “disobbedienti” vengono ogni anno arrestati.
Si può limitare la libertà dei corpi ma non impedire alle coscienze di gridare alle ingiustizie sempre o dovunque!
Le domenicane e i domenicani italiani hanno espresso solidarietà ai promotori dell'iniziativa: “Ci sentiamo particolarmente vicini ai nostri fratelli e sorelle che ogni anno sono lì a manifestare a favore di una politica nonviolenta, non armata ed equa”.

“Ci dicono che stanno insegnando la democrazia.
E noi diciamo: come potete insegnare la democrazia
con le pistole?”
Fr Roy Bourgeois

A cura della Commissione Internazionale Giustizia e Pace della Famiglia Domenicana, Tel: 06/57940656, jp@curia.op.org

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Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi.
Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia.
Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove.
E richiede pazienza, attesa.
Papa Francesco, 21 dicembre 2019
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