ULTIMA TESSERA

Natura spietata

Madre generosa ma anche matrigna spietata. Lo Tsunami ci ha ricordato che la terra ha i suoi tempi. Lunghi. Lunghissimi. Che prevalgono sempre su quelli di tutte le specie.
Leonardo Boff

Il cataclisma nel sud est asiatico rivela quello che la natura stessa è: può essere una madre generosa, ma anche una matrigna spietata. È quello che l’intero universo e noi come individui siamo: la coesistenza del simbolico con il diabolico, dell’armonia con la devastazione. Lo Tsunami e le onde giganti non hanno consultato nessuno, né Bush né il Papa. Esse hanno livellato tutto a modo loro, indifferenti alla morte di migliaia e alla sofferenza di milioni di vittime. Perché deve essere così? Abbiamo già scritto su questo argomento in precedenza: è un mistero terrificante. Tristi, continuiamo a sperare, protestando con il Creatore.

Cerchiamo di capire
I geologi ci dicono che la terra emerse circa 4.400 milioni di anni fa. I continenti non si erano ancora formati, solo immense isole vulcaniche emergevano dalle acque che coprivano il globo. Circa 3.800 milioni di anni fa, emersero vaste distese di terra, disperse qua e là, ma sempre in movimento. Con grande attrito, esse cominciarono a unirsi in maniera tale che mille milioni di anni più tardi formarono i continenti. Galleggiando su uno strato di basalto continuarono a muoversi fino a che non si unirono in un unico grande continente chiamato Pangaea. Per circa quaranta milioni di anni questo Campo di grano. super continente si è mosso accanto al globo. Milioni di anni più tardi, Pangaea lentamente si è rotto dando origine ai continenti che ora conosciamo. Sotto questi continenti ci sono sempre strati tettonici che si comprimono gli uni con gli altri (producendo montagne), e entrano in collisione o si sovrappongono gli uni sugli altri e si allontanano, un movimento conosciuto come la deriva dei continenti. Cataclismi inimmaginabili si producono ogni volta che essi entrano in collisione.

I cambiamenti della terra
La terra ha conosciuto 15 grandi estinzioni massicce delle specie di vita. Due di loro vengono sempre menzionate perché hanno completamente riorganizzato gli ecosistemi sulla terra e nel mare. Una è avvenuta 245 milioni di anni fa, al tempo della rottura di Pangaea. Fu così devastante che scomparvero dal 75 al 95% delle specie viventi a quel tempo. L’altra accadde 65 milioni di anni fa, causata dalle alterazioni climatiche e dai cambiamenti nel livello del mare, culminante con l’impatto di un asteroide di 9.6 km che cadde nell’America centrale causando incendi infernali, gigantesche maree, masse di gas velenosi e un lungo oscuramento del sole. Morirono gli alberi e gli animali. I dinosauri, che per 130 milioni di anni regnarono sovrani sulla terra, scomparvero totalmente così come il 50% delle specie viventi. Alla terra furono necessari 10 milioni di anni per riprodurre le sue innumerevoli diversità.

I geologi e i biologi dicono che una terza grande devastazione è in atto. Cominciò 2 milioni e 500 mila anni fa quando grandi ghiacciai cominciarono a coprire grandi parti del pianeta, alterando il tempo e i livelli del mare.
In concomitanza, apparve l’uomo habilis, che inventò gli strumenti per meglio dominare la natura. L’uomo habilis equivale a una devastante meteora mortale. La sua pratica irresponsabile sta ora accelerando il processo di estinzione.

Siamo quindi ora alla mercé di poteri incontrollabili che possono distruggere le nostre specie così come ne distrussero molte altre nel passato. La vita, comunque, non è stata mai estinta. Dopo ogni estinzione c’è stata una genesi.
Considerato il fatto che l’intelligenza e la coscienza sono prima nell’universo e dopo in noi, continueranno negli altri esseri. Speriamo che si comportino meglio di noi e lascino splendere la vita.

Traduzione a cura di Maria Grazia Serafino.

Ultimo numero

Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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