Tortura

In occasione dell'udienza preliminare sulle violenze compiute nella caserma di Genova Bolzaneto durante il G8 del 2001, Amnesty International e l'Associazione Antigone denunciano ancora una volta la preoccupante lentezza con cui la Camera dei Deputati sta affrontando il tema della tortura e rilanciano l'iniziativa per una sollecita introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano. “Dopo la brutta figura voto dello scorso aprile, in base al quale vi sarebbe stato reato di tortura solo in resenza di un atto reiterato, ci saremmo aspettati uno scatto di orgoglio da parte del Parlamento italiano, con una condanna rapida e decisa di questa pratica inumana” - ha dichiarato Marco Bertotto, presidente di Amnesty International Italia. “Invece, a quasi quattro anni dalla presentazione del primo progetto di legge, siamo ancora una volta in attesa che si pronunci la commissione Giustizia della Camera, per poter poi superare l'esame dell'Aula e del Senato. Il Parlamento è inadempiente anche di fronte alle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato gli appelli rivolti ai presidenti di Camera e Senato e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.
“Apprezziamo il fatto che i deputati sembra abbiano trovato l'accordo su un nuovo testo sufficientemente conforme alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura” - ha sottolineato Patrizio Gonnella, coordinatore nazionale di Antigone. “A maggior ragione, la lentezza dei lavori parlamentari è incomprensibile e inaccettabile, soprattutto ora che si avvicina la fine della Legislatura. La mancanza di un reato specifico nel codice penale italiano non solo costituisce una grave inadempienza dell'Italia in tema di diritti umani, come più volte evidenziato dalle Nazioni Unite, ma garantisce l'impunità a chi compie atti di tortura nel
nostro Paese”.
Le due associazioni auspicano che i procedimenti avviati a Genova conducano all'accertamento delle responsabilità e, in conformità agli standard internazionali, riconoscano piena giustizia e risarcimento alle vittime.

Per informazioni:
Amnesty International
tel. 06/4490224
press@amnesty.it

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