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La vittoria degli sconfitti
A cura di Rosa Siciliano e Tonio Dell’Olio

Umili cercatori di segni di speranza siamo andati a cercarne i germogli proprio laddove meno si sperava di trovarne: tra le vittime della violenza. Con grande sorpresa abbiamo scoperto una ricchezza immensa che attendeva solamente di venire alla luce, che qualcuno desse loro la parola, che qualcuno fosse disposto ad ascoltare, a prestare attenzione.
Proprio nei giorni in cui tanti (troppi) si esercitavano in discussioni improbabili sul simbolo del crocifisso minacciato di sfratto dalle aule scolastiche, noi abbiamo provato a metterci in ascolto dei crocifissi, quelli veri. Alla scuola di questa cattedra abbiamo scoperto con meraviglia che dalla violenza, anche la più crudele, si può risorgere trovando nuove ragioni di vita per sé e per gli altri. Abbiamo incontrato alcuni dei familiari delle vittime della lunga e dolorosa guerra che oppone Israeliani e Palestinesi, altri che hanno visto i propri cari sepolti tra le macerie delle Twin Towers l’11 settembre 2001 e i figli dei desaparesidos argentini.
Succede così anche non lontano da noi. Per le stragi impunite del nostro Paese, per i familiari dei morti di mafia, per tutti coloro che hanno imparato a non attendere giustizia ma a ricercarla e a costruirla per tutti. Dentro ciascuno di loro c’è un dolore differente, un dramma incalcolabile e mai ripagabile. Nonostante questo, ciascuno cerca di dare un senso alla propria sofferenza nell’impegno per la pace e per la verità accanto ad altri che incubano la stessa energia di vita. In questo modo anche quella sofferenza che nessuno avrebbe neppure lontanamente chiesto di accettare, diventa palestra di partecipazione, di democrazia, di denuncia e di impegno forte.
Perché ha un valore aggiunto l’impegno per il cambiamento le cui radici sono benedette dal dolore per la perdita di un familiare. Si sceglie così di non seppellire i propri cari e di prolungarne l’esistenza in una lotta in cui proprio loro siano i protagonisti. Nel dossier che segue, il lettore potrà scorgere gli aspetti comuni delle testimonianze che presentiamo, sorprendersi di fronte ai segni inattesi di speranza, ma soprattutto lasciarsi contagiare dalla forza della giustizia che promana da queste storie. Hijos (figli) anche noi di questi volti.

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