Dossier

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Osare la pace per fede
A cura di Tomaso Zanda


Nel 2001 a Strasburgo venne firmata la Charta Oecumenica, il documento delle Chiese cristiane in Europa, che poneva le linee guida sulla loro presenza, il significato e l’azione nel vecchio continente unito economicamente e politicamente.
Pochi mesi dopo, l’11 settembre dava un secco alt al desiderio di abbattere i confini, al cammino del dialogo fra le religioni, al confronto ricco e pacifico fra le diversità. Ricercare la pace oggi, superare il trauma dell’attentato delle torri gemelle, combattere il terrorismo e l’integralismo: tutto ciò è uno sforzo che passa anche dal dialogo ecumenico.
Ecco allora che l’ecumenismo non è questione per intellettuali, ma punto forte di ogni cristiano che ha a cuore la pace (ammesso e non concesso che si possa chiamare cristiano chi non si cura di cercarla). La Charta Oecumenica propone una serie di impegni che le Chiese promettono di mantenere dal punto di vista prettamente religioso, ma anche nell’ambito della difesa di ogni uomo e donna del nostro tempo, andando quindi a unire indissolubilmente la fede con la vita quotidiana, la passione per il Cristo e quella per i figli di Dio e il Creato.
Mentre il documento di Strasburgo è stato firmato dagli organi più alti delle Chiese, KEK e CCEE, rimane ancora lontana la ricezione da parte delle Chiese locali. L’ecumenismo è ancora una questione per pochi, anche se in realtà, come spiega Lidia Maggi, dovrebbe essere nello stesso dna del cristiano il desiderio di camminare insieme verso il regno, come un popolo variopinto.
La metafora del cammino viene ripresa ancora oggi che ci stiamo preparando alla terza Assemblea Ecumenica di Sibiu che, dopo Basilea e Graz, si inserisce in un contesto prevalentemente ortodosso. Per arrivare con maggiore consapevolezza all’appuntamento in Romania è stato pensato un percorso iniziato a Roma nel 2006 con una lettera ai cristiani d’Europa, nella quale si invitava a recepire i contenuti della Charta Oecumenica.
All’interno di questo percorso si è inserito l’evento organizzato dai giovani cristiani in Italia “Osare la pace per fede”, giunto alla sua seconda edizione. Come raccontano Peter Ciaccio e don Fabio Corazzina, la presenza dei giovani è un punto cruciale della crescita delle Chiese. Serve un salto di maturità da parte di tutti per considerare le nuove leve non più come una promessa per il futuro, ma come una realtà d’oggi, un presente da tenere in grande considerazione.
Servono persone capaci di “osare” cammini “altri”, pronti a portare avanti uno stile di vita che sia testimonianza del Vangelo.
Una vita che sia segno di giustizia, sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. L’ecumenismo, dunque, non è solo una questione teologica, ma ha a che fare anche con la giustizia e la quotidianità.
Un agire ecumenico si distingue dal fatto che le persone si incontrano e collaborano per lasciarsi fermentare a vicenda, per “essere” diversi, ancora prima che per “fare” cose nuove. Essere lievito uno per l’altro, scoprire linguaggi diversi (la femminilità, il corpo, le immagini, i sapori d’oriente, ecc.) per non rinunciare a vivere la completezza delle bellezze di quanto pensato da Dio, ovvero per vivere la pienezza, altresì nota col nome di Shalom.


Sommario:


    5 Articoli
    • Ecumenica Lisa

      Una giovane donna attenta ai segni di speranza, alla ricerca di una fede autentica che apra frontiere e incontri e non ponga solo limiti e confini.

      Lidia Maggi
    • Teologia vivente

      Le Chiese D’Europa e la speranza di un’unità nella diversità. Intervista a padre Trajan Valdman.

      Intervista di Tomaso Zanda
    • Capaci di sognare

      Cosa ne sarà dei sognatori? Che ne sarà di chi cerca l’incontro con sorelle e fratelli? I voli, i rischi, i limiti della ricerca dell’altro.

      Fabio Corazzina
    • Sguardi al futuro

      Luce e giustizia per tracciare un sentiero: l’esperienza di Osare la Pace per fede II e il suo significato per le Chiese d’Italia.
      T. Z.
    • L’anima dell’Europa

      Il cammino della magna Charta e l’impegno di coloro che credono in un’Europa ecumenica, solidale, giusta, plurale e rispettosa dei diritti umani.
      Peter Ciaccio
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      Dalla logica del bisogno al desiderio

      A cura di Ilaria Napolitano e Patrizia Morgante (Donnemujereswomen)
    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.20