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Quale laicità. Stato e Chiesa a confronto
A cura di Giancarla Codrignani


Alla parola laicità il dizionario Garzanti rinvia al francese “laicité”: per attribuire significato civile al laico, ci si deve rifare alla rivoluzione francese?
In un certo senso è proprio così. Per secoli “laico” ha voluto dire “non-prete” e, proprio a partire dal valore dirompente delle conquiste democratiche, rimane tuttora qualche ombra dell’antico sospetto nei confronti dei nuovi valori civili come se ancora il laico dovesse essere indifferente o, peggio, ostile alla religione.
In realtà l’autonomia dello Stato non fu un’invenzione dell’Illuminismo, perché i più importanti giuristi, fin dal Medioevo, si erano pronunciati a favore della separazione dei poteri fra lo Stato e la Chiesa e la storia aveva più volte testimoniato l’iniquità dell’uso politico della religione nei regimi monarchici e dittatoriali.
Oggi si è consapevoli che, per essere “operatori di pace”, bisogna trovare qualche piattaforma comune con tutte le persone “di buona volontà”, sapendo che non solo i cristiani sono volonterosi e che, per poter sopravvivere e convivere, occorre mettere al primo posto i principi comuni, a partire dal rispetto della vita anche del nemico e dall’inviolabilità dei corpi.
Non si può più essere, anche involontariamente, fondamentalisti. Tutti pensano che il loro credo sia il migliore: se non si tiene conto di questo principio, ci si riduce all’alternativa di convertire autoritariamente gli altri o di sentire aggressiva la loro diversità. Se, invece, si parte dall’imprescindibile uguaglianza degli umani, ci si accorge che gli interessi e i problemi sono comuni e che sono necessarie cooperazioni, intese, alleanze per migliorare le relazioni e rendere il mondo meno violento.
La storia incalza con spinte nuove: le società cambiano in fretta e hanno grandi possibilità di imparare che non si deve avere paura di un futuro totalmente inedito; piuttosto, se ne seguano i processi per ritradurre i principi (che, in quanto tali, non mutano) nelle nuove forme. La famiglia, per esempio, non è mai stata uguale nei secoli: da poco è diventata nucleare e da poco l’amore liberamente scelto è diventato più importante del contratto.
Purtroppo vi alberga il numero maggiore di crimini, denunciati e, soprattutto, non denunciati: c’è bisogno, allora, di interventi sociali che correggano i vizi del patriarcato e del maschilismo (è in famiglia che le donne vengono più violentate e picchiate e in famiglia si verifica il maggior numero di casi di pedofilia).
Laicamente diciamo che occorrono servizi sociali a sostegno della donna lavoratrice, e nuova educazione alla responsabilità dei più giovani.
Infatti, si nasce laici, si diventa cittadini, si ricevono o si scelgono le culture e le fedi.
Se si è cristiani, si è amorevoli verso ogni prossimo, laicamente da samaritani.


Sommario:


    5 Articoli
    • Parliamo di diritti

      Dieci principi per una sana laicità nella Repubblica italiana: dalla lotta ad ogni forma di integralismo al sostegno di una società multiculturale, dal superamento del modello unico di famiglia, all’affermazione della libertà e della responsabilità…
      Sergio Lariccia
    • Attraverso il mondo

      Oggi il valore della laicità è insidiato dalle nuovo forme di integralismo. Viviamo un tempo caotico, sfrontato, c’è la tentazione di porsi come detentori della Verità. Dobbiamo resistere.
      Rosy Bindi
    • La coscienza al centro

      Una Chiesa laica. Paradossale ma vero: il tema della coscienza alla luce del Vangelo e del Vaticano II ridisegna una Chiesa libera, autonoma e matura.
      Enrico Chiavacci
    • Credenti nonviolenti

      Dio non ha creato il mondo secondo natura, ma lo ha creato in pienezza perché il logos, la Parola, ci facesse accedere all’altro. Non per denigrarlo, ma per amarlo.
      Luigi Bettazzi
    • Chiese in dialogo

      Il contributo delle Chiese, le difficoltà e le speranze del cammino ecumenico in vista di un’Europa laica e plurale, che sappia accogliere le diversità e sia aperta al dialogo.
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      Adriana Baldini
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      MAGGIO 2019

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      A cura di Ilaria Napolitano e Patrizia Morgante (Donnemujereswomen)
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