Dossier

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Un popolo di obiettori
A cura di Diego Cipriani
in collaborazione con Caritas Italiana


Non potete non pronunciarvi
sulla storia di ieri se volete essere,
come dovete essere, le guide morali
dei nostri soldati. Oltre tutto la Patria,
cioè noi, vi paghiamo o vi abbiamo pagato
anche per questo. E se manteniamo
a caro prezzo (1.000 miliardi l’anno) l’esercito,
è solo perché difenda colla Patria
gli alti valori che questo concetto
contiene: la sovranità popolare,
la libertà, la giustizia. E allora
(esperienza della storia alla mano)
urgeva più che educaste i nostri soldati
all’obiezione che all’obbedienza…
Don Lorenzo Milani


    6 Articoli
    • Io obietto!

      Quarant’anni fa veniva approvata la legge 772 sull’obiezione di coscienza al servizio militare. Conquiste, simboli, numeri, attese e interrogativi aperti di un’esperienza che ha segnato la storia italiana.
      Diego Cipriani
    • Obiettori in Chiesa

      L’obiezione di coscienza al servizio militare e la Caritas Italiana: un’esperienza ricca e felice, che ha coinvolto numerosissimi giovani volontari, generosi e con un gran senso della solidarietà al servizio dei più deboli.
      Giuseppe Pasini
    • Se la patria è oltre confine

      Il servizio civile all’estero, in zone di conflitto, ieri e oggi. Dalla marcia a Sarajevo ai caschi bianchi.
      Giovanni Grandi e Nicola Lapenta
    • Tra continuità e rottura

      Francesco Spagnolo
    • Alienum a ratione

      La condanna della guerra nei documenti magisteriali.
      E il sostegno all’obiezione di coscienza.
      Intervista a mons. Luigi Bettazzi.
      10 dicembre 2012 - Intervista a cura di Renato Sacco
    • Giovani protagonisti

      Una storia fatta di volti, tutti giovani, coraggiosi.
      Ripercorriamo le tappe principali dell’obiezione di coscienza, a colloquio con Massimo Paolicelli.
      A cura di Rosa Siciliano

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    Con una matita in mano
    FEBBRAIO 2018

    Con una matita in mano

    La politica deve ritrovare il suo spazio.
    Nell’antica “agorà”, luogo privato e pubblico al tempo stesso, l’uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
    Zygmund Bauman
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