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Quella persona dietro le sbarre
A cura di don Raffaele Sarno

"Il carcere è quasi sempre associato a un luogo residuale - quasi manicomiale - da tenere separato dalla città e il muro di cinta che lo contraddistingue ne è diventato l'emblema", ha affermato un amico, in questi ultimi giorni di ricerca e approfondimento sul tema carcerario necessari alla preparazione Di questo dossier. La realtà umana che si cela dietro le sbarre - quelle reali, fisiche ma anche quelle culturali - è complessa. Vicissitudini umane che nelle nostre città si consumano tra violazioni di diritti e necessità di riconoscimento sociale, tra violenze fisiche e psicologiche e sofferenza, tra negazione di dignità e desiderio di riscatto...
Ma la violenza genera sempre altra violenza. E non ci stancheremo di ripeterlo, in ogni contesto e in ogni circostanza. Non è con la violenza che si restituisce la giustizia, non è con la negazione della dignità che si consolida l'umanità ferità.
Il diritto alla sicurezza deve fondarsi sulla sicurezza dei diritti, di tutti - la conclusione di Patrizio Gonnella ben espone le nostre aspettative rispetto all'analisi che proponiamo e rispetto a questo nuovo mondo possibile che continuiamo a sognare e a costruire.
Un luogo simbolo è divenuto il carcere, simbolo di tutte le contraddizioni del nostro sistema sociale, politico ed economico che non è ancora in grado di restituire le dovute tutele a ciascuna persona e di garantire la dignità propria e inviolabile di ogni cittadino (e non).
Un luogo che abbiamo voluto attraversare, in punta di piedi, dall'alto delle nostre sicurezze e tutele, dal caldo delle nostre case ben protette, per riscoprire l'umanità profonda e sofferta contenuta dentro le mura di ogni realtà carceraria. Abbiamo voluto capire chi abita il carcere, come vive, se lavora e se studia....
Attraversiamo le sbarre di una "prigione" per rompere quelle della nostra indifferenza di cittadini, della nostra incapacità di ascoltare il grido dei poveri, della nostra apatia sempre a metà tra la complicità a un sistema che si consolida sulla negazione dei diritti degli ultimi e l'indifferenza - anch'essa colpevole - di fronte a una cultura dominante che spaccia per sicurezza ciò che è violenza. Troppo spesso violenze gravi e illegittime si consumano dietro le sbarre degli istituti penitenziari, piuttosto che strumenti culturali e rieducativi di reinserimento sociale, pur ampiamente previsti da un sistema legislativo e costituzionale.
Mosaico di pace propone, quindi, un breve viaggio, nelle strutture penitenziarie italiane per comprendere come sono, come dovrebbero essere e come vorremmo che siano... Un viaggio per scoprire che è ancora tanto il divario che esiste tra i diritti normativi previsti per i detenuti e la realtà che essi vivono.
Un divario profondo, come quello - incolmabile - che c'è tra violenza e giustizia.

Sommario:


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    La notte che ha cambiato il mondo
    NOVEMBRE 2019

    La notte che ha cambiato il mondo

    Un dossier dedicato al Muro.
    Quel Muro che ha condizionato la storia.
    La notte tra il 9 e il 10 novembre 1989 la gente piccona,
    distrugge e abbatte il Muro di Berlino.
    E finisce un'era, dando inizio a una nuova.
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